Raffrescamento e riscaldamento a pavimento: come funziona e quando conviene
Lo stesso impianto radiante scalda d’inverno e rinfresca d’estate, senza termosifoni e senza getti d’aria. Ecco cosa serve davvero per farlo funzionare bene, soprattutto con il clima di Palermo.
A cura dell’ufficio tecnico di N.E.S. – Nuovi Sistemi Energetici, Palermo
In breve
- Un impianto a pavimento radiante fa circolare acqua tiepida (d’inverno) o fresca (d’estate) in tubi annegati sotto il pavimento: la superficie cede o assorbe calore per irraggiamento.
- Per raffrescare servono una pompa di calore reversibile e una termoregolazione con sonde di umidità, che tiene l’acqua sopra il punto di rugiada ed evita la condensa. Un sistema di deumidificazione aggiunge comfort e permette di rinfrescare di più.
- In estate il pavimento “toglie il caldo” ma non asciuga l’aria: a Palermo, con l’umidità estiva, la deumidificazione è indispensabile.
- Con il fotovoltaico, buona parte dell’energia che consuma la pompa di calore la produci sul tetto.
Come funziona
D’inverno la pompa di calore produce acqua a bassa temperatura, in genere tra 30 e 35 °C, che scorre nei circuiti sotto il pavimento. La grande superficie radiante scalda l’ambiente in modo uniforme: il calore è distribuito dal basso, i piedi sono caldi e la testa fresca, senza correnti d’aria né polvere sollevata.
D’estate il ciclo si inverte. La pompa di calore manda nei circuiti acqua fresca, intorno ai 16–18 °C, e il pavimento assorbe il calore della stanza. Il raffrescamento radiante abbassa la temperatura percepita in modo silenzioso e senza il getto d’aria fredda dei condizionatori.
Cosa serve per raffrescare senza condensa
Il punto critico del raffrescamento a pavimento (impianti progettati secondo la norma UNI EN 1264) è il punto di rugiada: se la superficie del pavimento è più fredda dell’aria umida che la tocca, si forma condensa. Per evitarlo l’impianto deve avere:
- Pompa di calore reversibile, capace di produrre sia acqua calda sia acqua fresca.
- Termoregolazione con sonde di temperatura e umidità in ogni zona, che regola la temperatura dell’acqua per restare sempre sopra il punto di rugiada.
- Deumidificatori o ventilazione meccanica con deumidificazione, che tolgono l’umidità dall’aria: così la termoregolazione può mandare acqua più fresca senza rischio di condensa, e il comfort estivo diventa davvero piacevole.
- Collettori e componenti isolati, adatti a lavorare con acqua fresca senza gocciolare.
Vantaggi e limiti
Vantaggi: comfort uniforme, impianto invisibile e silenzioso, niente termosifoni né split a vista, bassa temperatura di esercizio che fa lavorare la pompa di calore nelle condizioni più efficienti, manutenzione ridotta.
Limiti: il pavimento radiante reagisce lentamente, quindi rende al meglio con un uso continuo e una buona regolazione; in estate la potenza frigorifera è inferiore a quella di un climatizzatore, per questo nelle zone più esposte al sole a volte si affianca un fan-coil o uno split.
Si può fare in una casa esistente?
Sì. Oltre ai sistemi tradizionali, che richiedono di rifare il massetto, esistono sistemi radianti a basso spessore posati sopra il pavimento esistente, con pochi centimetri di ingombro. Durante il sopralluogo valutiamo altezze delle porte, soglie e isolamento del solaio per scegliere la soluzione giusta.
Incentivi nel 2026
Il pavimento radiante è agevolabile quando fa parte della sostituzione dell’impianto di riscaldamento con una pompa di calore, oppure all’interno di una ristrutturazione edilizia: nel 2026 la detrazione è del 50% sull’abitazione principale (per proprietari o titolari di un diritto reale) e del 36% negli altri casi, in 10 anni. In alternativa, per la pompa di calore si può valutare il Conto Termico 3.0, il cui contributo si calcola con una formula e può arrivare fino al 65% della spesa. Ti diciamo prima dei lavori quale strada si applica al tuo caso.
Le domande che ci fanno più spesso.
Il raffrescamento a pavimento sostituisce il condizionatore?
In molte case sì, se abbinato alla deumidificazione. Negli ambienti molto esposti al sole o con grandi vetrate può servire un’integrazione con fan-coil o split.
Quanto si alza il pavimento in ristrutturazione?
Con i sistemi a basso spessore l’ingombro è di pochi centimetri. Con un sistema tradizionale serve rifare il massetto. Lo valutiamo durante il sopralluogo.
Che tubazioni usate per il pavimento radiante?
Nella maggior parte dei nostri impianti usiamo tubazioni e sistemi REHAU, di cui siamo installatori: li scegliamo per qualità, affidabilità nel tempo e per la gamma di pannelli adatta anche alle ristrutturazioni a basso spessore.
Serve per forza la pompa di calore?
Per raffrescare sì, perché serve acqua fresca. Per il solo riscaldamento il pavimento radiante funziona anche con una caldaia a condensazione, ma rende al massimo con la pompa di calore.
Che manutenzione richiede?
Poca: controllo della pompa di calore, dei filtri e della termoregolazione, e pulizia dei filtri dei deumidificatori. La facciamo con i nostri contratti di manutenzione.
Vuoi capire cosa conviene nel tuo caso?
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