Doppio salto di classe energetica: da dove partire con una casa in classe G
Una casa in classe G consuma molto e vale meno. Salire di due classi è possibile con pochi interventi ben scelti: ecco come si ragiona, partendo dall’APE.
A cura dell’ufficio tecnico di N.E.S. – Nuovi Sistemi Energetici, Palermo
In breve
- La classe energetica è scritta nell’APE (Attestato di Prestazione Energetica) e dipende dall’energia primaria non rinnovabile che serve all’edificio.
- Il “doppio salto” si ottiene quasi sempre combinando generatore efficiente (pompa di calore), rinnovabili (fotovoltaico, solare termico) e, se serve, involucro (cappotto, infissi).
- Prima si fa una diagnosi con APE ante-operam, poi si sceglie il mix di interventi che dà il salto con la spesa più bassa.
- La direttiva europea sulle “case green” (EPBD 2024) spinge a migliorare per primi proprio gli edifici meno efficienti.
Perché conviene uscire dalla classe G
Una casa in classe G spende molto per riscaldarsi e raffrescarsi, è meno confortevole e sul mercato vale meno di una casa equivalente in classe più alta. Con la direttiva europea sulle prestazioni energetiche degli edifici, gli Stati devono ridurre i consumi medi del patrimonio residenziale, intervenendo in gran parte sugli edifici peggiori: migliorare oggi significa anticipare un percorso che diventerà la norma.
Come si misura il salto
Il salto si misura confrontando due APE: quello dello stato attuale e quello di progetto, redatti da un tecnico abilitato. La classe dipende dall’indice di prestazione energetica globale non rinnovabile, cioè da quanta energia da fonti fossili serve all’edificio per riscaldamento, raffrescamento, acqua calda e, negli edifici non residenziali, illuminazione.
Gli interventi che fanno salire di classe
- Pompa di calore al posto della caldaia: è spesso l’intervento con più impatto sull’APE, perché sostituisce un combustibile fossile con un generatore molto efficiente.
- Fotovoltaico: l’energia prodotta e usata in casa riduce l’energia non rinnovabile conteggiata nell’APE.
- Solare termico o scaldacqua a pompa di calore per l’acqua calda sanitaria.
- Cappotto termico e infissi: riducono il fabbisogno dell’edificio; sono decisivi nelle case molto disperdenti.
- Ventilazione meccanica controllata con recupero di calore, utile quando l’involucro diventa più ermetico.
Nella maggior parte delle abitazioni di Palermo, dove il clima è mite, la combinazione pompa di calore e fotovoltaico basta a ottenere due classi; il cappotto diventa necessario quando l’edificio disperde molto.
Il percorso con Nes
- Sopralluogo e diagnosi con APE dello stato attuale.
- Simulazione degli scenari: quali interventi danno il doppio salto e con quale spesa.
- Progetto e incentivi: verifica di detrazioni o Conto Termico 3.0 per ciascun intervento.
- Lavori di impianti e opere edili con un solo interlocutore.
- APE finale che certifica la nuova classe.
Le domande che ci fanno più spesso.
Quanto costa fare il doppio salto di classe?
Dipende dall’edificio e dal mix di interventi. Il modo per saperlo è partire da un APE e da una simulazione degli scenari: ti mostriamo più alternative con costi e risultati prima di decidere.
Basta cambiare la caldaia?
Sostituire una caldaia a gas con un’altra caldaia a gas raramente basta. Passare a una pompa di calore, soprattutto con il fotovoltaico, spesso sì. Il calcolo va fatto sull’edificio specifico.
Ci sono incentivi nel 2026?
Sì: detrazioni del 50% sull’abitazione principale e del 36% sulle altre per gli interventi ammessi, e il Conto Termico 3.0 per pompe di calore, sistemi ibridi e solare termico. Il Superbonus non è più disponibile per i nuovi interventi ordinari.
Lavorate anche nei condomini?
Sì, la riqualificazione dei condomini segue lo stesso metodo, con un progetto da presentare in assemblea.
Vuoi capire cosa conviene nel tuo caso?
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